BANK OFFICE GIMME THE LOOT
- pizzoelpoeta
- 17 giu
- Tempo di lettura: 14 min
BANK OFFICE GIMME THE LOOT
di Marco Pizzini
I fatti e i personaggi sono puro frutto di fantasia .
Sono uno scrittore e sono matto.Putoeacapo.
Hank , queste righe sono per te,la città non è ancora stata presa ,ci sono degli scoppiati veri che
sopravvivono in questi sitypunti.
Mi confesso,l’ho organizzata io la rapina che si è tenuta la sera del 7 marzo 2150 alla banca,
Roma anno zero, via General dell’orso.
Italiani, mettetemi in manette .italiani, compratevi questo libro e poi andate di corsa a chiamare la
polizia.
Mi chiamano “DjPizzo”, lavoro dall’ 1 al 15 di ogni maledetto mese.
Quindici giorni di duro lavoro e quindici giorni a pensare a come poter fuggire dalle 6 ore
lavorative .
Le ho pensate tutte , la soluzione più logica mi è sembrata scrivere. “ testimonianze di atti osceni
in luogo pubblico “ è un libro molto autobiografico, che parla della mia storia dagli inizi, ma penso
che nessuno voglia sapere del mio passato, non ho cercato neanche di farlo pubblicare.
Le poesie sul blog “ manciericevuteconricevutadinonritorno” sono state uno sfogo dopo che sono
stato rilasciato da una clinica pissichiatrica.
Questo invece, è il mio niente per niente in cerca di un futuro lontano dalla monotonia delle 6 ore
lavorative.
Butto ju tutto , lo faccio come solo un vero ubriacone può riuscire a farlo.
La rapina mi ha fruttato si e no 20000euro.
La polizia mi ha fatto delle domande, ma senza questa dichiarazione scritta non hanno nessuna
prova che sia stato io ad architettare tutto.
Perché lo faccio ? Per quale motivo mi confesso? Ve lo state chiedendo?
Questa volta , voglio tutto il bottino.
Mi sono alzato dalla panchina di un parco per sfidare i giganti della letteratura in battaglia,
scriveva Bukowski in “barbone incorreggibile “.
Questa è la mia guerra sanquentina, la galera sarà soltanto un’esperienza sulla quale scriverci
sopra .
Italiani , mettetemi pure in manette. Pappatevi un po della robbetta mia però .
Per due anni non ho pensato ad altro che ad organizzare questa rapina .
Lavoravo di giorno e lavoravo di notte.
Impiegato bancario il dì e pr matto e bevone il lunedì . Avevo una lista alla serata OLTRE IL LUNEDÌ di Roma . La notte bevevo , cazzo quanto bevevo ,birra , negroni , gin lemon, vodka liscia
e la mattina andavo a lavorare senza dormire. Giornate piene di svarioni, nelle quali il vostro
disagio es vivo ed ha le sembianze di un mio lassativo.
Riuscivo ad alzarmi , parlando di blin blin , con le persone che entravano nella mia lista, solo 20
euro a serata. Niente insomma che si avvicini minimamente a quanto mi ha fruttato la rapina, e a
quanto si possa fare con una dichiarazione scritta di un fatto accaduto realmente.
Queste righe sono per LA CIRCE , il mostro dell’ultimo livello del gioco, la ragazza del dj resident
della serata nella quale lavoravo , il più bel culo di Roma . Nessun uomo sulla terra può
immaginarsi quanto io abbia voglia di leccarle la fica , qualche lesbica mi capirà , ma non ne sono
sicuro. Chissà se delle parole scritte a mano su un quadernaccio non possano valere quel
qualcosa in più per farla avvicinare a me.
Sono uscito fuori tema? Volete sapere come è andata in ufficio? Piano , piano ci arrivo , non vi
preoccupate.
Datemi tempo , vi racconterò tutto per filo e per segno .
Esistono due turni in ufficio , si lavora dalle 8:00 alle 14:10 o dalle 13:30 alle 19:40. Le giornate
sono svuotate. Le frasi che si dicono sono sempre le stesse . “ buongiorno “ “ buonasera”,”
inserisca la carta”, “ paga in contanti?” “Estragga la carta”. Con i colleghi c’è poco spazio per
poter parlare, la direttrice tra le altre cose , non vuole che si facciano conversazioni durante le ore
lavorative. I clienti sono per la maggior parte anziani, solitamente si lamentano o fanno domande
stupide tipo: “ funzionano le a?” “ ma non c’è nessuno alle c?”.
Insomma ognuno ha i suoi Inferni . Il mio è di essere intrappolato in giornate che si assomigliano
troppo tra loro.
L’idea del colpo mi è venuta durante una conversazione con il mio complice , MOHAMMED GESUALDO , MOHAMMED GESUALDO non ha un lavoro, però ha una pistola. È menomato ad
un braccio e per vivere è costretto a spacciare la cocaina . Avete capito bene, in Italia è già
difficile che una persona sana trovi lavoro, quelle con disabilità sono costrette a spacciare o a
inventarsi qualcosa per avere da mangiare . Ho detto a MOHAMMED GESUALDO: “facciamolo!” “
deve essere un colpo pulito, senza nessun ferito”. La disperazione fa arrivare a pensarle tutte .
MOHAMMED GESUALDO aveva bisogno di soldi per poter campare ed io ne avevo la necessità
per aprirmi uno studio di tattoo con il mio amico FRIX.
Tutte le sere , una volta finito il turno, qualcuno deve uscire a chiudere le serrande ,mentre dentro
si contano i soldi da mettere in cassaforte.
Prima del colpo , andavo sempre io a chiudere tutto , con la scusa di dover fumare una sigaretta ,
prendevo le chiavi ed uscivo.
Lì, al freddo , fuori da quelle quattro mura che mi segregavano per 6 ore, ho pensato a quanto
fosse facile organizzare una rapina.
Avevo solo bisogno di un complice che mi puntasse una pistola alla testa ed io con le chiavi sarei
stato costretto a farlo entrare .
Per due anni mi sono immaginato la scena .
Per due anni ho pensato a come fare il colpo perfetto. Mi mancavano le palle , e MOHAMMED
GESUALDO non era convinto che si potesse fare.
Un’estate travagliata mi ha portato ad osare il colpaccio.
Vi prego , non chiamate subito la polizia . La sera del 7 marzo 2150 ve la sto per raccontare.
Datemi ancora un po’ di spazio .
In fondo questo è il mio libro . O faccio i soldi con questa roba , o è inutile che io la scriva.
Ripercorriamo insieme i passi che mi hanno condotto all follia .
Botte , tante botte mi sono arrivate durante una partita di calciotto . La squadra contro cui
giocammo era composta da ex galeotti ,davano gomitate ,minacciavano, volevano la guerra. Uno
di loro mi ha dato un calcio a gioco fermo , io ho risposto con tre tibbiate . Lo stronzo mi ha
detto :.” Mo te sfonno”. Io mi sono fatto dare la palla dal portiere, l’ho portata con la suola ed ho
aspettato che il coglione facesse la sua mossa, appena me lo sono sentito dietro gli ho dato una
schienata , la palla è uscita. Io stavo su un lato del campo , il difensore della squadra avversaria
mi è partito, io l’ho bloccato sotto un braccio ed ho incominciato a menare colpi al viso .
A quel punto da dietro mi arrivavano cazzotti da tutte le parti , il difensore si è liberato ed è
riuscito a tirarmi qualche gancio,i suoi compagni continuavano a menarmi alle spalle , i miei
stavano a guardare. Sono riuscito a gettare il primo figlio dinputttana che mi è partito per terra , gli
ho dato un calcio alle costole , ma avevo sempre gli altri che mi picchiavano da dietro , mi è
arrivato un calcione di collo dritto in faccia , sono rimasto in piedi . Lo stronzo che stava per terra
ha avuto il tempo di rialzarsi ed ha ricominciato a tirare ganci , l’ho bloccato una seconda volta
ma ormai i miei colpi erano deboli , sono arrivati sempre i suoi amichetti a picchiarmi da dietro,a
quel punto sono arrivati anche i miei compagni di squadra che mi hanno portato via, uno della
squadra avversaria si è avvicinato per dirmi: “ mo te ne puoi pure anda” , io gli ho sputato tutto il
sangue che avevo in bocca sulla maglietta , come Edward Bunker in “educazione di una canaglia”
ho pensato : questo non è che l’inizio della mia lotta.
Sono stato portato al pronto soccorso dell’Aurelia Hospital, avevo cinque fratture facciali , mi
hanno dovuto operare e mettere una placca di ferro sotto l’occhio . Nei bar , tra gli opinionisti
consigliavano vendette , tipo pagare dei rumeni per risolvere le mie cosette . Io ho chiuso la
guardia , ho chiuso le orecchie , e ho iniziato a scrivere il mio primo libro : “ testimonianze di atti
osceni in luogo pubblico “ . Ho pensato o scrivo e cerco qualcosa che valga veramente la pena di
essere raccontata o mi butto di sotto . Così ho iniziato , ancora oggi mi sembra sempre che si
tratti di vita o di morte quando metto tutto me stesso tra quattro righe , tra una virgola , ed un
punto.
Uscivo tutte le sere i cerca di avventure,ovunque andavo c’era qualcuno che mi dava il cinque o
che mi invitava a darla o mi passava una bottiglietta piena di md. Io le ho provate tutte , ma per lo
più bevevo e stop.
Credo di aver conquistato una ragazza grazie ad una delle mie performance più folli .
Era Pasquetta , dopo un pranzo , in cui il vino aveva fatto da padrone, sono montato in macchina
ed ho raggiunto altri miei amici in un villino situato sull’Aurelia.
Ubriaco fracico, ho scavalcato il recinto di filo spinato , sono entrato in scivolata sulle persone che
stavano tranquillamente giocando a pallone nel giardino del mio amico, ho continuato a bere vino,
lanciavo le sdraie che trovavo addosso a PINCO, uno di quelli che mi provoca quando sono brillo,
sono montato su un albero ed ho incominciato a bestemmiare.
Nessuno mi sapeva placare, me ne sono andato , non si sa come , e la mattina dopo mi mi sono
messo a cercare la macchina ,non avevo la più pallida idea di dove fosse .
Una delle ragazze presenti alla Pasquetta , CASSANDRA,ha chiesto di me a FRA GENNARO , il
proprietario di casa , così sono nati una serie di messaggi su whatsapp tra me e lei . Mi scriveva e
mi mandava foto soprattutto quando aveva bevuto , io le rispondevo con piacere . Pensavo che
volesse solo comunicare con me , metteva in mezzo FRA GENNARO ed altri amici nelle
conversazioni , io l’ho invitata ad uscire da soli , io e lei . Sono andato ,dopo aver bevuto due birre
, a prenderla ad una festa. Insieme siamo andati a trastevere , tanto per cambiare,solo per fare
una cosetta nuova , ci siamo messi a bere. Abbiamo chiacchierato, mi ha portato ad un pub, dove
con due euro davano uno shoot d’assenzio che non era niente male .
Ci siamo seduti su delle scale , dove c’erano dei barboni, là , l’ho baciata, e lei c’è stata .
CASSANDRA era solita mandarmi dei messaggi per farmi ingelosire . Mi scriveva che sarebbe
andata a San siro con il mio amico FRA GENNARO, come nella canzone “Piero e Cinzia” di
Venditti . Io le davo spago , e lei si incazzava con me perché pensava che fossi un geloso senza
motivo.
Ci siamo rivisti ad una serata all’eur, tutti e due abbiamo bevuto dal bottiglion di gin lemon che
avevo preparato da casa, abbiamo bevuto e poi siamo entrati nel locale insieme ad altri amici .
Bevevamo. Ci abbracciavamo e ci baciavamo. La sera successiva , lei aveva organizzato un falò
al mare , a San Nicola , con tutti i suoi amici . Quelli che pensavo fossero miei amici mi hanno
lasciato solo , non mi hanno seguito, così mi sono ritrovato in solitudine con tutta la sua comitiva .
Tanto per cambiare , mi sono messo a chiacchierare con chi si avvicinava a me, e ho bevuto ,
tutto quello che c’era da bere l’ho bevuto , gin , vodka , birre , ho mischiato tutto , alzando e
abbassando la gradazione alcolica. Scambiavo parole con le amiche della mia ragazza , e
imbruttivo a chi si provava ad avvicinare a CASSANDRA.
Ad una certa ho incominciato a tirarle la sabbia , non mi dava le attenzioni che credevo di
meritare. Lei si è stufata, e ci siamo azzuffati in mezzo alla sabbia . La gente se ne andava o
entrava nella propria tendina.
CASSANDRA ha incominciato a cantare un pezzo della canzone di De Gregori , rifatta poi da
Vasco ,”Generale”,cantava di come le infermiere portassero amore .
CASSANDRA sta studiando per fare l’infermiera, il suo sogno è farlo dentro le carceri .
Siamo entrati nella mia tendina,ci siamo spogliati , l’ho incominciata a baciare , prima in bocca ,
poi sono sceso ju,l’ho incominciata a leccare , lei gemeva e si dimenava, io le ho detto : “ ti voglio
far godere” . Lei ha risposto:” sono una puttana!” “Tuco, sono stata violentata” io ho smesso di
leccarla e le ho fatto un po di coccole , non sapevo che fare. Pensai , li ho incontrati tutti io i più
confusi , i più matti e i più scoppiati di tutti i sessi .
Le ho detto : “ facciamo un figlio “ , non ci volevo stare , una ragazza ha tutto il diritto di godersi la
vita.
Le mi ha incominciato a succhiare il cazzo ed è montata su , io ero ubriachissimo e non ce l’ho
fatta a venire. Ci siamo fermati . Ci facevamo le coccole , cercavamo un nome da dare al figlio che
stavamo per fare , FRA GENNARONE si sarebbe dovuto chiamare , FRA GENNARONE quasi
concepito in una nuttata al mare.
Non ho dormito per quaranta ore dopo quella serata,mandavo dei messaggi a CASSANDRA ma
lei non mi rispondeva, mi ignorava ed io non sapevo che fare .
Le mandavo canzoni su Facebook , ma niente ,sembrava che non ne volesse più saperne di me,
io non ne capivo il motivo .
Due sere dopo ci siamo visti , c’era anche FRA GENNARO ,amico mio e di CASSANDRA ,
ridevano insieme del fatto che le avevo chiesto un figlio. FRA GENNARO non sapeva che
CASSANDRA era stata violentata e ridevano di me come di un tipo strano che chiede figli in giro .
Due giorni dopo quella sera , siamo andati tutti insieme al concerto di Vasco Rossi , tutto era
ormai compromesso, io ho bevuto come al mio solito e CASSANDRA mi ha lasciato , c’era pure
FRA GENNARO ma per tornare a casa non ho voluto passagggi , me la sono fatta a piedi
dall’olimpico fino a boccea , ubriaco marcio , senza vie d’uscita.
Un altro passo verso la follia , ancora un po di cammino verso una strada senza ritorno.
Così , per riprendermi ho provato a contattare altre ragazze, l’ex di un pittore , MIAGOL, è uscita a
cena fuori con me , ma mi ha fatto capire che non c’era niente da fare. Ho utilizzato poi Facebook,
questo social network dove si vedono tutte pischelle con culo e tette di fuori. Un vero porno. Ci
ho provato prima con una pischella che stava nel mio giro quando facevo il pr , ma niente . Alla
fine mi sono accollato ad LA CIRCE , il mostro dell’ultimo livello del gioco, la ragazza del dj resident dell’OLTRE IL LUNEDÌ . Ho prima minacciato che non sarei più venuto alla serata se non
l’avessi vista.
Così l’ho incontrata ad una serata che si svolgeva a lungotevere , ho provato a prenderla per
mano e a portarla via per poterci parlare , lei mi ha detto che non poteva venire perché era la festa di BARBABIETOLA componente dell’OLTRE IL LUNEDÌ ,ha detto però : “ ti fai i capelli blu” ,io le
ho risposto:” solo se me li fai tu!” , le ho regalato un accendino con su scritto Italia e me ne sono
andato a bere. Quella sera sono cascato nel Tevere , camminavo barcollante e sono andato ju. Mi
hanno aiutato a tirarmi fuori un fotografo ed un tipo della sicurezza . Tutti mi dicevano : “vuoi che
ti portiamo in ospedale ? “Io ho risposto:”no , ci vado da solo” .
Ancora una volta mi sono avventurato a piedi , ubriaco marcio , fino al santo spirito di Roma . Al
pronto soccorso non c’era nessuno , così ho avuto la brillante idea di spogliarmi e di mettermi a
dormire lì . Il giorno dopo sono stato svegliato da uno della sicurezza e sono tornato a casa.
Ho ricontattato LA CIRCE , questa volta le ho confessato che mi masturbavo sulle sue foto, le
scrivevo: GIMME a fix , gimme a fix , gimme a fix . Lei mi ha bloccato.
In quel periodo pensavo che gli ingegneri della Apple osservassero le mie mosse dall’iPad ,
bevevo e fumavo erba che rimediavo da SUPER MARIO BOSS, uno studente universitario della
UNIVERSALITÀ DEI FATTI , e fumavo , scrivevo con una bomboletta sulle mura di casa e
giochicchiavo con l’iPad . Pensavo di essere finito su Wikipedia, vista la mia passione per
Bukowski pensavo che Ice Buk challenge c’entrasse in qualche maniera con me e lui . Non
pensavo neanche per sogno che fosse stata LA CIRCE a bloccarmi , ero sicuro che gli ingegneri
della Apple non volessero che io comunicassi con lei . Il più bel culo di Roma non mi rispondeva
più, il cellulare non mi funzionava , i miei Presunti amici mi avevano lasciato solo,nell’indifferenza.
Io bevevo , fumavo e mi masturbavo.
Un bel giorno mia madre ha chiamato la
Guardia medica . In casa mi sono ritrovato una dottoressa, un tipo con una brandina ed una
squadra dei carabinieri. Ovviamente ho lottato fino all’ultimo per non farmi mettere le manette , mi
dimenavo , strusciavo per terra , gridavo a quei servi dello stato:”siete dei pezzi di merda!”.Alla
fine mi hanno bloccato . Sono stato trasportato fino al santo spirito di Roma. Mi hanno messo la
camicia di forza ,mi volevano strappare l’anima. Ho reagito anche lì , mi muovevo come un
pazzo , loro, gli infermieri , mi volevano mettere il pannolone e io li minacciavo . Gli dicevo :”
possibile che siamo nel 2150 e ancora si usano le camicie di forza?”. Sono stato rinchiuso dentro
una clinica per due settimane. Mi davano solo gocce e pissicopastiglie . Ho resistito ,
chiacchierando con le infermiere e passando il tempo in modo ricreativo. Tagliavo pezzi di riviste e
li appiccicavo su un muro preposto per quell’attività .
Una volta uscito sono stato per tre mesi in malattia , la pissichiatra non pensava che potessi
tornare a lavorare.
Nella libertà della mia stanzetta mi sono messo a dipingere mobili , a scrivere poesie e ad
ascoltare la musica.Venivo pagato per starmene a casa.
Avevo dei colloqui fissi con una pissichiatra,mi diceva di non bere e mi ordinava di prendere le
pissicomedicine.
Io facevo tutto il contrario di quello che mi veniva ordinato.
Sono tornato a lavorare. Niente di nuovo, la clientela in banca era sempre la stessa , le giornate
uguali .
Ho chiamato MOHAMMED GESUALDO, gli ho detto :” è l’ora di fare il colpo “. MOHAMMED
GESUALDO ha una pistola ,ed era l’unica persona abbastanza disperata come me da coinvolgere
in un’azione azzardata.
Così ci siamo preparati per il 7 marzo 2150. Il piano era semplice, verso l’ora di chiusura,
MOHAMMED GESUALDO avrebbe dovuto puntarmi una pistola alla testa ed io l’avrei fatto entrare
con le chiavi che mi davano in dotazione.
Scrittori moderni, sprecate fiato , tempo e parole se lo fate solo per apparire, se vi mettete a
picchiare su tastiera solo per qualche soldo.
-MOHAMMED GESUALDO una volta entrato , colpiscimi alla testa. Punta la pistola contro la
direttrice,fatti dare tutti i soldi e scappa.
- non sono sicuro
- MOHAMMED GESUALDO, l’unico a rischiare il culo so io , la polizia mi interrogherà a me.
- Ok ,facciamolo.
Lettori , ci siamo , ora vi do quello che vi avevo promesso all’inizio di queste paginette.
Siamo giunti al 7 marzo 2150.Come ogni giorno ho preso l’autobus, mi sono diretto in ufficio, ho
timbrato il cartellino ed ho incominciato a lavorare. Da quando sono uscito dalla clinica mi fanno
fare solo le “c” ovvero passo i bollettini e stop.
Le frasi che dico sono sempre le stesse:” contanti o carta?” “La metta lì “ , “ la estragga “.
Le ore passavano e io sentivo l’ansia del colpo.
Alle 19:10 tutti i clienti erano fuori.
MOHAMMED GESUALDO mi aspettava pronto a puntarmi una pistola in testa.
Mi sono fatto dare le chiavi dell’ufficio, sono uscito , ho visto MOHAMMED GESUALDO ,ho
chiuso tutte le serrande e poi è andata come è andata .
Ho aperto le porte dell’ufficio a MOHAMMED GESUALDO, mi ha dato un colpo in testa con la
pistola e ha gridato:”questa è una rapina”.le colleghe sono corse in bagno , MOHAMMED
GESUALDO è andato nella sala della direttrice , si è fatto dare tutti i soldi ed è scappato.
Io ero mezzo tramortito, ma in cuor mio , sapevo che ce l’avevamo fatta.
La polizia è arrivata dopo un’ora , mi ha fatto delle domande e io gli ho risposto che sono stato
costretto ad aprire le porte , visto che avevo una pistola puntata contro. Mi hanno creduto.
Il giorno dopo mi sono visto con MOHAMMED GESUALDO per spartirci il bottino.
Visti i miei precedenti problemi pissicologici
mi hanno dato tre mesi di malattia per riprendermi dalla rapina.
In quei tre mesi ho scritto su un quadernaccio, con delle penne trovate in giro , ciò che è
realmente accaduto .
Spero che qualcuno pubblicherà questa robaccia, è tutto quello che ho, solo una storia da dover
raccontare . Nessun prete a cui poterla confessare e nessun pissicodottre che mi possa aiutare.
E questo è quanto .Putoeacapo.
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