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Favole per adulti


TEGOLINO E QUEL

CATTIVACCIO DI SATANA

Satana: Ooooh un nuovo

bambino , nuova carne da

macello . Questo

però lo vedrei bene nelle vesti di

un Dio in terra sempre pronto al

sangue e alla guerra . Farò di

questo pargoletto un mio

discepolo .

Satana venne interrotto

bruscamente da una voce soave.

Angelo custode: non lo avrai

razza di bastardo , questo figlio

di Dio

crescerà buono e pulito ,ti invito

a farti da parte.

Satana: scommettiamo ? Gli farò

uccidere la sorella all’età di 8

anni

sennò lo lascerò stare.

Angelo custode : sei crudele , lui

comunque non ucciderà proprio

nessuno ed io lo proteggerò

sempre e per sempre dalle tue

grinfie .

Tegolino , che è il bambino in

questione , crebbe ambiguo .

Un pò picchiava i bambini della

sua scuola elementare ed un pò

era

dolcissimo con la sua fidanzatina

,Asia .

Asia : ti stai facendo un sacco di

nemici ,qui, a scuola, se continui

cosi

io sarò l’unica che ti vorrà bene.

Tegolino : non è colpa mia Asia

bella , è che a volte mi sento

come

impossessato da una forza

superiore che mi dice di fare le

cose

malvagie .

Asia : amore mio bello dillo alla

tua mamma e al tuo papà . Non

mi

far preoccupare.

Tegolino ,che aveva da poco

compiuto 8 anni ,andò tutto serio

dai suoi

genitori , dopo esser tornato da

scuola e raccontò loro il suo

disagio.

Tegolino: non so perchè ma

compio azioni brutte che non

voglio fare

Papà: hai solo 8 anni devi stare

tranquillo , non hai fatto niente di

grave

Mamma: dicci , sfogati , perche

fai queste cose cattive?

Tegolino: è come se avessi delle

voci che mi offuscano la retta via.

La mamma ed il papà di

Tegolino , una volta sentito il

figlioletto, si

consultarono con Suor

Giuseppina, la maestra di

Tegolino , sul da

farsi.

Le voci non erano ben viste da

nessuno ed erano un difficile

argomento da affrontare in

pubblico, così Suor Giuseppina

indirizzò

Tegolino e tutta la sua famiglia

verso un prete che ne sapeva una

più

del diavolo ,Fra Pasquale.

Tegolino quindi per un periodo

passò il doposcuola da Fra

Pasquale

che lo aiutava con i compiti e lo

indirizzava ,attraverso preghiere

segrete , sulla strada giusta per

un bambino.

Venne il giorno che Tegolino

come impossessato recitò il

seguente

monologo al prete:

Prete tu non puoi evitare i miei

cattivi presagi

io son vivo dapprima dei re magi

non puoi evitare con le preghiere

che io diventi un demone tutte le

sere.

Ucciderò mia sorella

con un coltello da cucina

di mattina presto

quando non ci sarà nessuno in

giro.

Il prete interruppe Tegolino

l’impossessato e recitò la sua

preghiera

scaccia demoni:

Tu Satana cretino pensi male

a pensare che il bene

sia più debole del male

io non ho magia

ma rettitudine

e nel nome del padre

del figlio

e dello spirito santo

ti scaccio da questo bambino

lascialo in pace

o ti dovrò riprender a calci

ne so capace.

Tegolino si svegliò dalla trance e

svenne .

Al risveglio Fra Pasquale gli fece

alcune domande alle quali

Tegolino

non seppe rispondere.

Il prete iniziò Tegolino a delle

pratiche esorciste e cosi per un

pò lo

tenne lontano dal male delle

magie di Satana.

Tegolino ,come tutti gli italiani ,

venne iniziato al gioco del calcio

ed

iscritto ad una scuola .

Furono giorni quelli di puro

spirito del male.

Tegolino venne soprannominato

“cagnaccio” dal suo allenatore

per il

suo modo di giocare violento ,

era come impossessato quando

giocava

, ed era felice di esserlo, visti i

risultati che otteneva. Tutto

sembrava

far pensare che si sarebbe

compiuta la profezia di Satana

ma

intervenne di nuovo la famiglia

che chiese aiuto di nuovo a Fra

Pasquale.

Il prete portò Tegolino con se in

un convento in montagna per

farlo

disintossicare da tutta quella

violenza che stava rovinando

Tegolino , i

due iniziarono preghiere

meditative su come riconoscere

Satana

quando ci parla e su come

scacciarlo.

La più potente di queste

preghiere scritte da Fra Pasquale

è la

seguente:

vattene tenebroso

è cosa mia

la mia vita

e in cuor mio

io aborro il malvagio

non voglio un assaggio

del tuo potere

e anzi lo distruggerò

in nome

dell’amor

che mi consiglia bene

a differenza tua

che sei veleno

e non la cura

ai mali che mi affliggono

vattene tenebroso

vattene.

Insieme a Fra Pasquale ,nel

convento ,Tegolino tornò alla

normalità di

un bambino di 8 anni e tornò a

Roma.

Tornò alla normalità o quasi , al

suo rientro a scuola dalle suore

scoprì

che la sua fidanzatina ,Asia, lo

aveva lasciato per mettersi con

un

amicuccio di sua sorella che era

di un anno più grande di lui.

Tegolino andò su tutte le furie,

l’unica persona alla quale voleva

bene

a scuola lo aveva abbandonato,

allora Tegolino se la prese pure

con

Fra Pasquale che lo aveva

portato alla solitudine in

montagna .

Tegolino si chiuse in se stesso

con i suoi demoni ed è allora che

gli

comparve Satana in persona .

Satana : Ciao Tegolino , il mondo

è un vero schifo ! Ti hanno tutti

lasciato da solo e ora non hai più

nessuno con te . Fatti aiutare ! Io

so

come farti felice , ti darò i poteri

di un Dio in terra , se solo te…

Tegolino: se solo io ? Parla

bastardo di un diavolo!

Satana: dovrai uccidere tua

sorella , è lei che ha presentato

Asia al

proprio amicuccio .

Tegolino : avrò qualsiasi potere ?

Satana: certo , sarai il mio

braccio sinistro

Tegolino sembrava impossessato

ancora una volta , quel colloquio

con

Satana lo stava condizionando in

maniera negativa cosi rispose : si

ucciderò mia sorella.

Venne la notte fatidica , Tegolino

prese un coltellaccio in cucina e

si

avvicinò alla camera dove

dormiva la sorella ,quando ad un

tratto una

luce lo accecò e da una porta

fatta di fumo gli apparvero tutti i

bei

momenti vissuti con la sorella in

famiglia .

Poi una voce lo spronò a

svegliarsi dalla trance e gli disse:

Tegolino , io sono il tuo angelo

custode

ma sei te che devi decidere

se vuoi il male o il bene dalla tua

vita

ricorda gli insegnamenti di Fra

Pasquale

ripeti la sua preghiera appena

puoi

e svegliati da sta trance

demoniaca

la vita a fin di bene è molto più

fica.

Tegolino sopravvenne , gettò il

coltello per terra e scoppiò in

lacrime

verso il proprio letto poi recito la

preghiera di Fra Pasquale :

vattene tenebroso

è cosa mia

la mia vita

e in cuor mio

io aborro il malvagio

non voglio un assaggio

del tuo potere

e anzi lo distruggerò

in nome

dell’amor

che mi consiglia bene

a differenza tua

che sei veleno

e non la cura

ai mali che mi affliggono

vattene tenebroso

vattene.

Tegolino raccontò l’accaduto a

Fra Pasquale , il prete regalò un

rosario

a Tegolino e si fece promettere

che avrebbe pregato tutte le sere

contro

le forze del male ed in piu disse

al bambino:

tu sei una forza della natura

e hai sconfitto il male

con l’aiuto del tuo angelo

custode

non aver paura di Satana

perchè Satana

si ciba della tua paura

io so che tu sei forte ed in gamba

piu del sottoscritto

hai messo tutti a tacere

e sul malvagio

HAI VINTO!

Tegolino non fu piu impossessato

, si fidanzò di nuovo con Asia e

visse felice e contento.

TEGOLINO ED IL CAPPELLO DI

PAGLIA

Erano vicini di ombrellone in

spiaggia , al mare , in quel di

Passoscuro

, Roma.

Tegolino e Coccinella si

conobbero giocando a tirarsi la

sabbia

addosso l’un con l’altra,

divennero profondi amici e le

rispettive

famiglie ormai si sorprendevano

quando i due piccini non stavano

insieme.

Tegolino portava sempre con se

un quadernino con i suoi temi ,

temi

che gli aveva commissionato la

suora-maestra come compiti per

l’estate.

Tegolino appena poteva cercava

di leggere i propri temi a

Coccinella

che era più grande di lui di 4 anni,

Coccinella aveva 12 anni.

Coccinella disegnava di continuo

con le matite colorate che si

portava

in spiaggia, vedeva Tegolino

come il fratellino che non aveva,

e lo

amava a tal punto da fare

pressioni alla propria mamma per

andare a

studiare alla scuola di suore di

Tegolino.

“Sai Coccinella , il fuoriclasse è

colui che anche se non si vede

per

tutta la partita alla fine ,

all’ultimo, è capace di tirar fuori il

colpo

vincente per la vittoria”

“Tegolino mio , il mondo non è

come una partita di calcio , io di

fuoriclasse non ne ho mai visti,

non esistono”

“Io sono un fuoriclasse ed un

giorno te lo dimostrerò” disse

Tegolino

pieno di se.

“Tu sei il mio fratellino , è meglio

essere un fratellino bello e buono

come te che un eroe”ribattè

Coccinella .

I due continuarono la discussione

fino al momento in cui si

accorsero

di essere osservati da un anziano

signore dai capelli rossi che

stava

palleggiando con un pallone di

cuoio sulla riva del mare.

“Coccinella andiamo a sentire

che vuole quel citrullo !”

“No Tegolino , aspettiamo che

tornino all’ombrellone i nostri

genitori”

“Io vado con o senza te “

Da solo non ti lascio, vengo con

te”

I due piccini si avvicinarono un

po curiosi ed un po intimoriti

all’anziano roscio che palleggiava

col pallone.

Salve signore , perché ci stava

guardando?”

Dissero i due piccini quasi

contemporaneamente.

Bambini miei , ascoltavo quella

vostra curiosa conversazione sul

fuoriclasse. Bhe io sono un

fuoriclasse ! Ho giocato a pallone

con

Falcao e Pelè i due più forti

giocatori di sempre. Sono su di

un livello,

bambino mio ,che tu non arriverai

mai”

Tegolino :” Io sono un

fuoriclasse!”

Coccinella:” Come si permette a

dire queste cose al mio fratellino”

“Zitta te ! Stai cosi attaccata a lui

per mancanza di affetto” rispose

l’anziano roscio

Tegolino :” Io sono un fuoriclasse

e se vuole glielo dimostro subito”

L’anziano roscio incominciò a

palleggiare con i piedi , poi si

fece

andare il pallone sulla schiena e

si mise a fare dei piegamenti

sulle

braccia ed infine disse :” Fai di

meglio!”

Tegolino provò a palleggiare ma

non riuscì a fare tutte quelle cose

che

aveva visto fare dall’anziano

signore . Si mise a piangere.

“Vedi , non sei un fuoriclasse e

ora stai facendo anche il

piagnone ,

non combinerai mai niente di

buono nella vita” disse l’anziano

roscio

che prese il suo asciugamano ed

il suo pallone di cuoio e si

dileguò.

L’idea era stata instaurata nella

mente di Tegolino, che poverello

credette come un salame a tutte

quelle cattiverie dell’anziano

roscio.

Coccinella tentò di rincuorarlo

subito , ma niente Tegolino non

ne

voleva sapere.

I due piccini tornarono

all’ombrellone e la prima cosa

che fece

Tegolino fu iniziare a scrivere sul

quadernino dei temi.

Tegolino scrisse :

Con tutta la rabbia che ho scrivo

questo tema.

Non sarò mai come Maradona o

come quell’anziano roscio che

palleggiava sulla spiaggia ma

poco mi importa.

Dio mi ha dato un cervello e non

solo i piedi , quindi con questa

penna

sul mio quadernino scrivo che

fuoriclasse non è eccellere in una

cosa

per sentirsi superiori in quella

cosa.

Fuoriclasse è fare le cose bene in

modo che altri prendano esempio

per

farle meglio , il fuoriclasse è tutto

qui.

Tegolino ed il canto

La scuola era iniziata già da un

bel pò e le suore-maestre

avevano un

gran da fare nel tenere a bada i

piccini , dovevano metterci tutte

loro

stesse.

Tegolino in classe era uno dei più

vivaci , parlava sempre col suo

amichetto del cuore Cucciolo .

In pratica Tegolino e Cucciolo

formavano una mini banda ,

seppur

piccini non si risparmiavano le

cattiverie.

Tegolino una volta spintonò un

suo compagnuccio di classe ed

una

volta a terra lo prese a calci, cose

che non si fanno.

La suora-maestra , Suor

Teresina, cercò di capire cosa

non andava in

Tegolino e si chiese se ci fosse

qualcosa in particolare che

poteva fare

per il piccolo piccino.

Questo pensò la suora maestra :

Dicembre è alle porte ed il buon

Gesù mi aiuti ad aiutare i piccini

come si deve. Per Natale

dobbiamo

organizzare il coro per i canti

ecclesiastici , potrebbe essere

questa una

buona occasione per incanalare

le mille e più energie dei piccini,

Tegolino primo fra tutti”.

Così con questo pensiero in testa

Suor Teresina andò di persona

faccia

a faccia con Tegolino e gli disse:”

Tegolino mio bello , ultimamente

stai facendo un pò troppi danni ,

il Signore ti vede e Gesù non è

contento di come ti comporti,

però ho una cosa da proporti che

potrebbe farti piacere, voglio che

tu canti alla recita di Natale , sei

così

energico! Dio sarebbe contento,

lo faresti felice”

Tegolino era un po scosso , non

pensava che Dio lo stesse

osservando ,

soprattutto quando faceva le

marachelle, comunque pensò al

papà che

cantava sempre a casa , al papà

che gli cantava gli stornelli

romani per

farlo addormentare, penso al

proprio papà e decise che si

quella del

canto poteva essere una via da

percorrere.

Passarono i giorni e le prove del

canto combaciavano con le

ricreazioni , Tegolino non era

felice di questo e a volte

piangeva o

andava fuori in cortile con

Cucciolo e tutti gli altri piccini.

Venne il giorno della recita,

Tegolino fu strepitoso , non

sbagliò

niente.

Suor Teresina pensò di averla

vista lunga e si compiacè cosi

tanto da

proporre a Tegolino di divenire un

corista della Chiesa durante la

santa

messa.

Suor Teresina pensò che si

Tegolino era un pò birbante ma

che

addirittura potesse diventare un

buon chierichetto .

Tegolino si prese gli applausi del

pubblico ed i bacetti sulla

guancia

dalle proprie compagnucce ,

questo non era che il primo

passo verso

una vita colma di gloria e

successo.

TEGOLINO , IL VECCHIO

PESCATORE E LA BALENA

PARLANTE

C’era una volta Tegolino , un

bambino di 9 anni , una balena

parlante

ed un vecchio pescatore .

Tegolino passava l’estati sulla

vecchia barcaccia del vecchio

pescatore

in cerca di pesci da pescare e di

avventure da alto mare.

Il vecchio pescatore voleva molto

bene a Tegolino ed era ben felice

di

portarselo dietro sulla sua

vecchia barcaccia .

Tegolino : Gianni , ti posso

chiamare per nome? Sono ore

che stiamo

qui in mare e non ho visto

neanche l’ombra di un tonno

Vecchio pescatore : Chiamami

come ti pare , il problema è che

finché

quella bastarda di una balena

parlante non si leva di torno di

sicuro

non pescheremo neanche un

tonno.

Eh gia , la vecchia barcaccia del

vecchio pescatore era sempre

seguita

da una balena gigante che aveva

la strana qualità di parlare.

Balena parlante: ti ho sentito

Gianni ! Vorresti che io me ne

andassi

ma il mare è mio e qua in mare

sono un Dio. Tutti i pesci mi

temono

persino gli squali mi stanno

lontano , non temo nessuno

specie un

essere umano come te che con la

tua vecchia barcaccia vorresti

buttar

giu l’ancora e pescare i miei

amici tonni per farci un pranzetto

coi

fiocchi o rivenderteli al mercato.

Io queste cose le so perché più di

un

navigatore ha solcato le mie

acque in cerca di fortuna .

Vecchio pescatore : facciamo un

patto , pescherò il giusto

necessario

alla sopravvivenza mia e di

Tegolino . Fatti da parte per 10

minuti e

fammi fare il mio mestiere che

tanto mi ha dato e tanto mi ha

tolto. E’

un intera vita che navigo per

portare pesce fresco nelle panze

della

gente , ora che dovrei dire ai miei

parenti che una balena parlante

me

lo impedisce? Mi

rinchiuderebbero in un

manicomio e non ne uscirei

più.

Tegolino : si stupenda balena

lasciaci 10 minuti pescare in

pace . Sei

tanto bella e maestosa se fossi

un cetaceo ti farei sposa.

Ti prego Dio dei mari facci

pescare per 10 minuti contati ,

giusto il

tempo di poter portare sulle

nostre tavole qualche buon

tonno.

Balena parlante : va bene

bambino mi allontanerò per 10

minuti ,

vediamo se il vecchio sa fare il

suo mestiere.

La balena si allontanò e allora

subito il vecchio pescatore lanciò

in

mare le esche per far abboccare i

tonni , i tonni non tardarono a

venire

e furono pescati in gran quantità .

La balena tornò ma il vecchio

pescatore non ne volle sapere di

andarsene pure se aveva pescato

un bel pò di pesci .

Balena parlante: avevamo fatto

un patto! Ora dovresti andartene

tu ed

il bambino con i tonni che avete

pescato

Vecchio pescatore: stupida di

una balena credi che io uomo

erudito

rispetti i patti con un cetaceo ?

Balena parlante : l’hai voluto te !

La balena andò sott’acqua e

riemerse proprio sotto la vecchia

barcaccia cosi da farla rivoltare.

Tegolino ed il vecchio pescatore

finirono in mare insieme ai tonni

che attirarono la fame selvaggia

degli squali .

Vecchio pescatore : ti prego

balena salvaci dagli squali !

Tegolino : aiuto balena aiuto!

Balena parlante : potrò salvare

solo uno di voi due!

Convincetemi a

salvarvi!

Vecchio pescatore: io ormai sono

vecchio e posso concludere la

mia

vita qui! Salva Tegolino!

Tegolino : ti prego amica balena

salvaci entrambi , non meritiamo

di

finire in pasto agli squali . Si è

vero siamo stati disonesti con te ,

non

abbiamo rispettato i patti ma se

ci salvi ti saremo grati a vita e

racconteremo la bella storia della

balena parlante.

La balena parlante che voleva

che si parlasse di lei anche fuori

dalle

acque si convinse a salvare

Tegolino ed il vecchio pescatore

proprio

all’ultimo mentre gli squali

incombevano.

Tegolino ed il vecchio pescatore

tornarono alle loro vite , e quando

la

suora maestra chiese a Tegolino

cosa avesse fatto durante

l’estate

Tegolino raccontò la storia della

balena parlante e la suora lo

prese per

matto.

Matto, pensò Tegolino è proprio

un bel complimento per un

piccino

come me .

TEGOLINO ED HARRY IL FORTE

Tegolino era solito fare a botte

durante la ricreazione, se la

prendeva

anche con i piccini più grandi di

lui a volte e spesso aveva la

meglio.

Tegolino era cattivo ,

agonisticamente parlando , e

difficile da

mandare al tappeto.

Venne il giorno però che Tegolino

si dovette scontrare con Harry il

forte , un piccino davvero curioso

che invece che le mani usava la

magia per aver la meglio .

Harry il forte si divertiva a

trasformare in porcellini d’india i

piccini

con cui si scontrava.

Tegolino , sapendo i poteri del

piccolo mago , decise di studiare

le arti

magiche e così si invento a casa ,

con succo di pompelmo e

caccole ,

una pozione per non esser

trasformato da Harry il forte.

Tegolino bevve la sua pozione ed

andò da Harry il forte per

suonargliele di santa ragione.

I due si scontrarono in cortile,

vicino lo scivolo dove giocavano

tutti i

piccini.

Harry il forte provò subito a

trasformare Tegolino in un

porcellino

d’india ma non ci riuscì perché

Tegolino era immune alla sua

magia

visto che aveva bevuto la pozione

speciale, ed allora Tegolino andò

vicino ad Harry il forte e gli diede

un potente calcio nelle palle che

subito mandò k.o. Harry il forte

che divenne Harry il senza palle .

Basta una bevuta di succo di

pompelmo e caccole a volte per

aver

salva la pelle, ricordatevelo

sempre piccini.

TEGOLINO,LE ORIGINI

C’era una volta la storia di

Tegolino un piccino di 6 anni con

una

deformazione al braccio che gli

impediva di giocare bene a calcio

e

che gli rendeva la vita difficile in

tante altre faccende.

Tegolino andava ad una scuola di

suore a Roma e la, visse la

maggior

parte della sua infanzia bella e

difficile .

Come in tante giornate Tegolino

venne accompagnato a scuola

dal

papà e lasciato libero di andare

dal suo compagnuccio preferito ,

Ettore.

Ettore: Buongiorno Tegolino

Tegolino:Buongiorno Ettore

Ettore : è passata Asia prima , si

stava mangiando una merendina

che

le ha offerto un piccino di cui non

so il nome

Tegolino: non mi dire queste cose

di prima mattina, Asia è la solita

di

sempre . A me i bacetti non li da

mai perché non ho mai niente da

mangiare.

Tegolino , seppur piccino, era

tremendamente innamorato di

Asia , una

piccina della sua scuola

elementare con la quale aveva

fatto anche

l’asilo.

Tegolino andò da Asia per dei

chiarimenti.

Tegolino: l’altra volta avevi detto

che mi volevi un mondo di bene,

ed

adesso son venuto a sapere che

ti fai offrire le merendine dagli

altri

senza dirmi niente , non credo

che ti voglio come fidanzatina.

Asia , sentite le parole di Tegolino

scoppiò in lacrime e scappò dalla

classe .

Suor Giuseppina: Tegolino ,

piccino cattivo , cosa hai fatto

alla tua

compagnuccia ?

Tegolino : ha iniziato lei!

Suor Giuseppina : che ti ha fatto?

Tegolino: doveva essere la mia

fidanzatina e invece da i bacetti

in giro

per delle merendine

Suor Giuseppina : adesso le

chiedi scusa appena torna in

classe.

Asia tornò in classe ancora con

le lacrime agli occhi , andò da

Tegolino e gli disse : cattivo , io

non sarò mai la tua fidanzatina

scordatelo .

Tegolino : scusami , non volevo

ferirti. Asia bella , tu sei ancora la

mia preferita.

Asia : non mi interessa affatto te

sei tutto matto , non mi piaci più.

Tegolino recepì il messaggio e si

mise sulle sue ,chiuso in se

stesso.

Passarono i giorni ed il rapporto

tra i due piccini non cambiò ,

venne il

giorno in cui un piccino di nome

Patrizio propose a Tegolino uno

scambio di giocattoli ,Patrizio si

prese con l’inganno la

TARTARUGA NINJA di Tegolino in

cambio di una biglia .

Tegolino era concentrato sul suo

rapporto con Asia e così non si

rese

conto della truffa organizzata da

Patrizio .

Tutto ciò fece andare sulle furie

Tegolino che cercò Patrizio per

tutta

la scuola ed una volta che lo

trovò gli diede un cazzotto

talmente forte

ed improvviso che lo stese.

Suor Giuseppina vide tutto .

Suor Giuseppina: Tegolino

piccino cattivo, cosa hai fatto ?

Adesso

starai in punizione per una

settimana intera . Passerai la

ricreazione in

un angolo del cortile.

Tegolino:no la prego la punizione

no

Suor Giuseppina : questo ti meriti

, e lo dirò al tuo papà.

Passarono i primi tre giorni senza

ricreazione per Tegolino che

aveva

come unico esemplare di essere

vivente vicino , Ettore, che gli

portava

le caramelle gommose di

nascosto.

Tegolino vista la punizione che

stava subendo si rese

effettivamente

conto che era stato cattivuccio

cosi decise che doveva

riscattarsi

facendo ridere i piccini che gli

passavano vicino dall’angoletto

dove

stava , e le suore.

Iniziò a cantare canzoni sue ,

improvvisate sul momento che

divennero delle hit nel cortile.

sono stato un diavoletto

e vorrei far pace con Asia

pe la quale ci ho rispetto

me consolo qui all’angoletto

siamo tutti piccini piccini

che vonno na favola a letto.

La maggior parte di ciò che

diceva Tegolino era riferito ad

Asia che

venne a sapere e lo venne a

sentire.

Tegolino era veramente

innamorato di Asia e i due piccini

divennero

presto fidanzatini.

Tegolino fu liberato dalla

punizione di Suor Giuseppina

visto che la

suora vide Tegolino sinceramente

pentito.

Tegolino coinvolse Ettore nel suo

Show e continuò a canticchiare e

a

recitare per svariati anni.




FALLA GIRARE

L’ho fatta girare con la speranza de avecce qualcosa in cambio tipo

che il tipo dell’area vip che controllava l’entrata sul palco mi facesse

entrare in scioltezza.

Me la so fumata spesso da solo ma con Mamma in casa me aumentava

ansia e paranoia .

L’ho sempre fatta accompagnare da qualche buona cerveza fresca con

una certezza a me la marijuana me fa viaggiare alla grande.

La prima volta che fumai fu quando mi ero trasferito a vivere a

Londra a 18 anni,dopo vari danni che avevo causato e con cui mi ero

mutilato , dopo un due tre tiri, pensai :my mistake my resolutions. Mio

l’errore mie le risoluzioni.

Scrissi libri . Scrissi molto .

Tra gli amici la facevamo girare , a parte quando c’era quello che se la

teneva per se.

Una volta stavamo a fregene io ed il secco e delle ragazze ci presero

per il culo perché ad un aperitivo ce ne stavamo fumando una.

Loro,quelle ragazze , in quell’occasione ci dissero che eravamo dei

conigli e si calarono di md. Rimasi impressionato.

Dopo che fui picchiato a morte mentre fumavo non ero più uno spasso

come mio solito, ma non era per colpa del fumo . Non ero più lo

stesso ed ero diventato più disturbato del solito.

Ora non me ne faccio una da circa 8 anni …




DEJAVU

la metro non passa

e sotto cassa

non ballo più

se alza l’umore

e poi se abbassa

è tutto un dejavu

ma te non capisci

pensi che penso agli spicci

e che i miei so capricci

de n ragazzino

non ne posso più

de ciò

un giorno morirò

e prima che finisca tutto

in lutto

ringrazio me stesso

pe esseme andato appresso

la metro non passa

e sotto cassa

non ballo più

se alza l’umore

e poi se abbassa

è tutto un dejavu

continuo imperterrito

a fare il mio

non basta però

non riesco a mantenemme da solo

le bestemmie si sprecano

contro dio

la colpa è la mia

non ci credo abbastanza

e in sta stanza

spreco tempo e parole

parole e tempo

non so n’esempio da seguire

e che scrivo bene

è tutto dire

la metro non passa

e sotto cassa

non ballo più

se alza l’umore

e poi se abbassa

è tutto un dejavu

mi ripeto devi farcela

fai la valigia e viaggia

non startene in italia

ad aspetta la posta

dentro l’ufficio postale

manda sto mondo a cacare

e createne uno migliore

per favore

fai la valigia e viaggia

direzione barcellona

o non so dove

la metro non passa

e sotto cassa

non ballo più

se alza l’umore

e poi se abbassa

è tutto un dejavu




FESTA DELLA DONNA

È sempre così

A volte

Più si mette in mostra

Una storia d’amore

E più è fasulla…

Ci hanno fregato

La voglia di fare

Di imbarcarci con la macchina

Per andare al mare

Mentre calci dalla rabbia

E ti metti a saltare

Piangi dalla rabbia

Perché sulla sabbia

Ci volevi andare

Me ne fotto

Se ci credono amiche

Se ci danno delle lelle

O delle sorelle

Per me sei la sola

E unica

Più importante della musica

E della compagnia

È per te sta rappoesia…

Lavoravo come cameriera

In un pub

Da prima della tua prima rima

E che scoprissi il rap

Lavavo per terra

I pavimenti

Per me la guerra

Era Famme accetta

Dai parenti

Ne ho girati di appartamenti

In affitto

Ed in ognuno

Ho creato un conflitto

Ora io non so nessuno

Per dirti

Diventa chi sei

Comunque ce lo sai

Chi sono

E che tu sei la mia lei

Ti vorrei vederti in forma mentalmente

Per me possiamo restare

Abbracciate

A guardare Netflix con un click

E di tutto il resto

Non me ne frega niente

Della gente

Dei film della gente in testa

E de anda a festeggia

La festa della donna



LATINO

La base non mi supporta

Il pubblico

Di dubbia provenienza

Non mi sopporta

A forza de spammare

Me sembra d’esse tornato

A fa er porta a porta

X2

Bumcha

Bum bum cha

X3

Scusate la pronuncia

Ed il fatto che da fatto d’acido sbiascico

Al rap non ce voglio rinuncia

Come il cheguevara

Alla rivoluzione

Sta frase me costa cara

Da Costa a Costa

Me vonno annuncia

Come el diablo

Che brucia come l’anduja

Che brucia

E non se ripiglia

La base non mi supporta

Il pubblico

Di dubbia provenienza

Non mi sopporta

A forza de spammare

Me sembra d’esse tornato

A fa er porta a porta

X2

Non c’ho er sopracciglio bianco

Come tuo figlio

Compagno mio all’ultimo banco

E capobranco

In strane situazioni so capitato

Qua nella capitale

Ho bevuto vino

Me so alcolizzato

E non me so più riacchiappato

Sempre con la fiatella sul collo

Di tua sorella

Ho capito

Già dai tempi della scuola

Che il tempo delle mele

A me me fa viaggia

E che ce sarebbe voluto tempo

Ma alla fine

Dopo ave viaggiato

Da fermo

Dai infermo

Tra capi di Stato

E in paradiso/inferno

Avrei trovato

La pischella che da sempre cercavo

La sola

Per cui sono grato al mondo

E al suo bum cha

Bum bum cha

A tiburtino terzo secondo a nessuno

Non scherzo

Dalla mia pischella

Non c’è manco

Da cerca er parcheggio….

Wow che champagne!




Impara a campa

Impara a campa impara a campa

Prima de sfonda er cazzo

Con gli accolli

Io scrivo mentre tu barcolli

Io vivo sulli colli de Roma

Il karma me farà sfonda voi pappemolli

X3

No no non mi interessa più nei miei testi

La tua fattanza blu

Che te manna su e ju pe tetti

Perché io ce ne ho di più

È inutile che mi sbrocchi

E che non me affronti

Potresti smontamme

E spararmi sulle gambe

Ma Dai damose la mano

Da Roma a Milano

Semplice semplice ottene sti tocchi

De fumo che tocco piano piano

Perché non ci vado sotto

Il mio fisico tiene

Anche se nel mio contesto

Ce vedo un coyote nel deserto

Ce sta er rischio de fa er botto

Con du frasi sulli beat

Insieme a du dosi de peyote

Con le major

È un gioco al Superenalotto

E a chi le raggiunge prima

Con una rima

Tipo bip bip

Impara a campa impara a campa

Prima de sfonda er cazzo

Con gli accolli

Io scrivo mentre tu barcolli

Io vivo sulli colli de Roma

Il karma me farà sfonda voi pappemolli

X3

Faccio qualcosa di universale

Caccio a calci

I pagliacci senza naso rosso

Non fanno ride sti pagliacci

Ma tu di che ti impicci?

Mica tu qua spacci

Per due spicci

Io ficco buone intenzioni

Nelle capocce delle persone

Qua a Roma capoccia

Dove c’è l’md nell’acqua

Su e ju per il locale

Senza di me già c’è lo sai

Mica decolla l’astronave

Impara a campa impara a campa

Prima de sfonda er cazzo

Con gli accolli

Io scrivo mentre tu barcolli

Io vivo sulli colli de Roma

Il karma me farà sfonda voi pappemolli

X3

 
 
 

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