Favole per adulti
- pizzoelpoeta
- 27 mar 2024
- Tempo di lettura: 19 min
TEGOLINO E QUEL
CATTIVACCIO DI SATANA
Satana: Ooooh un nuovo
bambino , nuova carne da
macello . Questo
però lo vedrei bene nelle vesti di
un Dio in terra sempre pronto al
sangue e alla guerra . Farò di
questo pargoletto un mio
discepolo .
Satana venne interrotto
bruscamente da una voce soave.
Angelo custode: non lo avrai
razza di bastardo , questo figlio
di Dio
crescerà buono e pulito ,ti invito
a farti da parte.
Satana: scommettiamo ? Gli farò
uccidere la sorella all’età di 8
anni
sennò lo lascerò stare.
Angelo custode : sei crudele , lui
comunque non ucciderà proprio
nessuno ed io lo proteggerò
sempre e per sempre dalle tue
grinfie .
Tegolino , che è il bambino in
questione , crebbe ambiguo .
Un pò picchiava i bambini della
sua scuola elementare ed un pò
era
dolcissimo con la sua fidanzatina
,Asia .
Asia : ti stai facendo un sacco di
nemici ,qui, a scuola, se continui
cosi
io sarò l’unica che ti vorrà bene.
Tegolino : non è colpa mia Asia
bella , è che a volte mi sento
come
impossessato da una forza
superiore che mi dice di fare le
cose
malvagie .
Asia : amore mio bello dillo alla
tua mamma e al tuo papà . Non
mi
far preoccupare.
Tegolino ,che aveva da poco
compiuto 8 anni ,andò tutto serio
dai suoi
genitori , dopo esser tornato da
scuola e raccontò loro il suo
disagio.
Tegolino: non so perchè ma
compio azioni brutte che non
voglio fare
Papà: hai solo 8 anni devi stare
tranquillo , non hai fatto niente di
grave
Mamma: dicci , sfogati , perche
fai queste cose cattive?
Tegolino: è come se avessi delle
voci che mi offuscano la retta via.
La mamma ed il papà di
Tegolino , una volta sentito il
figlioletto, si
consultarono con Suor
Giuseppina, la maestra di
Tegolino , sul da
farsi.
Le voci non erano ben viste da
nessuno ed erano un difficile
argomento da affrontare in
pubblico, così Suor Giuseppina
indirizzò
Tegolino e tutta la sua famiglia
verso un prete che ne sapeva una
più
del diavolo ,Fra Pasquale.
Tegolino quindi per un periodo
passò il doposcuola da Fra
Pasquale
che lo aiutava con i compiti e lo
indirizzava ,attraverso preghiere
segrete , sulla strada giusta per
un bambino.
Venne il giorno che Tegolino
come impossessato recitò il
seguente
monologo al prete:
Prete tu non puoi evitare i miei
cattivi presagi
io son vivo dapprima dei re magi
non puoi evitare con le preghiere
che io diventi un demone tutte le
sere.
Ucciderò mia sorella
con un coltello da cucina
di mattina presto
quando non ci sarà nessuno in
giro.
Il prete interruppe Tegolino
l’impossessato e recitò la sua
preghiera
scaccia demoni:
Tu Satana cretino pensi male
a pensare che il bene
sia più debole del male
io non ho magia
ma rettitudine
e nel nome del padre
del figlio
e dello spirito santo
ti scaccio da questo bambino
lascialo in pace
o ti dovrò riprender a calci
ne so capace.
Tegolino si svegliò dalla trance e
svenne .
Al risveglio Fra Pasquale gli fece
alcune domande alle quali
Tegolino
non seppe rispondere.
Il prete iniziò Tegolino a delle
pratiche esorciste e cosi per un
pò lo
tenne lontano dal male delle
magie di Satana.
Tegolino ,come tutti gli italiani ,
venne iniziato al gioco del calcio
ed
iscritto ad una scuola .
Furono giorni quelli di puro
spirito del male.
Tegolino venne soprannominato
“cagnaccio” dal suo allenatore
per il
suo modo di giocare violento ,
era come impossessato quando
giocava
, ed era felice di esserlo, visti i
risultati che otteneva. Tutto
sembrava
far pensare che si sarebbe
compiuta la profezia di Satana
ma
intervenne di nuovo la famiglia
che chiese aiuto di nuovo a Fra
Pasquale.
Il prete portò Tegolino con se in
un convento in montagna per
farlo
disintossicare da tutta quella
violenza che stava rovinando
Tegolino , i
due iniziarono preghiere
meditative su come riconoscere
Satana
quando ci parla e su come
scacciarlo.
La più potente di queste
preghiere scritte da Fra Pasquale
è la
seguente:
vattene tenebroso
è cosa mia
la mia vita
e in cuor mio
io aborro il malvagio
non voglio un assaggio
del tuo potere
e anzi lo distruggerò
in nome
dell’amor
che mi consiglia bene
a differenza tua
che sei veleno
e non la cura
ai mali che mi affliggono
vattene tenebroso
vattene.
Insieme a Fra Pasquale ,nel
convento ,Tegolino tornò alla
normalità di
un bambino di 8 anni e tornò a
Roma.
Tornò alla normalità o quasi , al
suo rientro a scuola dalle suore
scoprì
che la sua fidanzatina ,Asia, lo
aveva lasciato per mettersi con
un
amicuccio di sua sorella che era
di un anno più grande di lui.
Tegolino andò su tutte le furie,
l’unica persona alla quale voleva
bene
a scuola lo aveva abbandonato,
allora Tegolino se la prese pure
con
Fra Pasquale che lo aveva
portato alla solitudine in
montagna .
Tegolino si chiuse in se stesso
con i suoi demoni ed è allora che
gli
comparve Satana in persona .
Satana : Ciao Tegolino , il mondo
è un vero schifo ! Ti hanno tutti
lasciato da solo e ora non hai più
nessuno con te . Fatti aiutare ! Io
so
come farti felice , ti darò i poteri
di un Dio in terra , se solo te…
Tegolino: se solo io ? Parla
bastardo di un diavolo!
Satana: dovrai uccidere tua
sorella , è lei che ha presentato
Asia al
proprio amicuccio .
Tegolino : avrò qualsiasi potere ?
Satana: certo , sarai il mio
braccio sinistro
Tegolino sembrava impossessato
ancora una volta , quel colloquio
con
Satana lo stava condizionando in
maniera negativa cosi rispose : si
ucciderò mia sorella.
Venne la notte fatidica , Tegolino
prese un coltellaccio in cucina e
si
avvicinò alla camera dove
dormiva la sorella ,quando ad un
tratto una
luce lo accecò e da una porta
fatta di fumo gli apparvero tutti i
bei
momenti vissuti con la sorella in
famiglia .
Poi una voce lo spronò a
svegliarsi dalla trance e gli disse:
Tegolino , io sono il tuo angelo
custode
ma sei te che devi decidere
se vuoi il male o il bene dalla tua
vita
ricorda gli insegnamenti di Fra
Pasquale
ripeti la sua preghiera appena
puoi
e svegliati da sta trance
demoniaca
la vita a fin di bene è molto più
fica.
Tegolino sopravvenne , gettò il
coltello per terra e scoppiò in
lacrime
verso il proprio letto poi recito la
preghiera di Fra Pasquale :
vattene tenebroso
è cosa mia
la mia vita
e in cuor mio
io aborro il malvagio
non voglio un assaggio
del tuo potere
e anzi lo distruggerò
in nome
dell’amor
che mi consiglia bene
a differenza tua
che sei veleno
e non la cura
ai mali che mi affliggono
vattene tenebroso
vattene.
Tegolino raccontò l’accaduto a
Fra Pasquale , il prete regalò un
rosario
a Tegolino e si fece promettere
che avrebbe pregato tutte le sere
contro
le forze del male ed in piu disse
al bambino:
tu sei una forza della natura
e hai sconfitto il male
con l’aiuto del tuo angelo
custode
non aver paura di Satana
perchè Satana
si ciba della tua paura
io so che tu sei forte ed in gamba
piu del sottoscritto
hai messo tutti a tacere
e sul malvagio
HAI VINTO!
Tegolino non fu piu impossessato
, si fidanzò di nuovo con Asia e
visse felice e contento.
TEGOLINO ED IL CAPPELLO DI
PAGLIA
Erano vicini di ombrellone in
spiaggia , al mare , in quel di
Passoscuro
, Roma.
Tegolino e Coccinella si
conobbero giocando a tirarsi la
sabbia
addosso l’un con l’altra,
divennero profondi amici e le
rispettive
famiglie ormai si sorprendevano
quando i due piccini non stavano
insieme.
Tegolino portava sempre con se
un quadernino con i suoi temi ,
temi
che gli aveva commissionato la
suora-maestra come compiti per
l’estate.
Tegolino appena poteva cercava
di leggere i propri temi a
Coccinella
che era più grande di lui di 4 anni,
Coccinella aveva 12 anni.
Coccinella disegnava di continuo
con le matite colorate che si
portava
in spiaggia, vedeva Tegolino
come il fratellino che non aveva,
e lo
amava a tal punto da fare
pressioni alla propria mamma per
andare a
studiare alla scuola di suore di
Tegolino.
“Sai Coccinella , il fuoriclasse è
colui che anche se non si vede
per
tutta la partita alla fine ,
all’ultimo, è capace di tirar fuori il
colpo
vincente per la vittoria”
“Tegolino mio , il mondo non è
come una partita di calcio , io di
fuoriclasse non ne ho mai visti,
non esistono”
“Io sono un fuoriclasse ed un
giorno te lo dimostrerò” disse
Tegolino
pieno di se.
“Tu sei il mio fratellino , è meglio
essere un fratellino bello e buono
come te che un eroe”ribattè
Coccinella .
I due continuarono la discussione
fino al momento in cui si
accorsero
di essere osservati da un anziano
signore dai capelli rossi che
stava
palleggiando con un pallone di
cuoio sulla riva del mare.
“Coccinella andiamo a sentire
che vuole quel citrullo !”
“No Tegolino , aspettiamo che
tornino all’ombrellone i nostri
genitori”
“Io vado con o senza te “
“
Da solo non ti lascio, vengo con
te”
I due piccini si avvicinarono un
po curiosi ed un po intimoriti
all’anziano roscio che palleggiava
col pallone.
“
Salve signore , perché ci stava
guardando?”
Dissero i due piccini quasi
contemporaneamente.
“
Bambini miei , ascoltavo quella
vostra curiosa conversazione sul
fuoriclasse. Bhe io sono un
fuoriclasse ! Ho giocato a pallone
con
Falcao e Pelè i due più forti
giocatori di sempre. Sono su di
un livello,
bambino mio ,che tu non arriverai
mai”
Tegolino :” Io sono un
fuoriclasse!”
Coccinella:” Come si permette a
dire queste cose al mio fratellino”
“Zitta te ! Stai cosi attaccata a lui
per mancanza di affetto” rispose
l’anziano roscio
Tegolino :” Io sono un fuoriclasse
e se vuole glielo dimostro subito”
L’anziano roscio incominciò a
palleggiare con i piedi , poi si
fece
andare il pallone sulla schiena e
si mise a fare dei piegamenti
sulle
braccia ed infine disse :” Fai di
meglio!”
Tegolino provò a palleggiare ma
non riuscì a fare tutte quelle cose
che
aveva visto fare dall’anziano
signore . Si mise a piangere.
“Vedi , non sei un fuoriclasse e
ora stai facendo anche il
piagnone ,
non combinerai mai niente di
buono nella vita” disse l’anziano
roscio
che prese il suo asciugamano ed
il suo pallone di cuoio e si
dileguò.
L’idea era stata instaurata nella
mente di Tegolino, che poverello
credette come un salame a tutte
quelle cattiverie dell’anziano
roscio.
Coccinella tentò di rincuorarlo
subito , ma niente Tegolino non
ne
voleva sapere.
I due piccini tornarono
all’ombrellone e la prima cosa
che fece
Tegolino fu iniziare a scrivere sul
quadernino dei temi.
Tegolino scrisse :
Con tutta la rabbia che ho scrivo
questo tema.
Non sarò mai come Maradona o
come quell’anziano roscio che
palleggiava sulla spiaggia ma
poco mi importa.
Dio mi ha dato un cervello e non
solo i piedi , quindi con questa
penna
sul mio quadernino scrivo che
fuoriclasse non è eccellere in una
cosa
per sentirsi superiori in quella
cosa.
Fuoriclasse è fare le cose bene in
modo che altri prendano esempio
per
farle meglio , il fuoriclasse è tutto
qui.
Tegolino ed il canto
La scuola era iniziata già da un
bel pò e le suore-maestre
avevano un
gran da fare nel tenere a bada i
piccini , dovevano metterci tutte
loro
stesse.
Tegolino in classe era uno dei più
vivaci , parlava sempre col suo
amichetto del cuore Cucciolo .
In pratica Tegolino e Cucciolo
formavano una mini banda ,
seppur
piccini non si risparmiavano le
cattiverie.
Tegolino una volta spintonò un
suo compagnuccio di classe ed
una
volta a terra lo prese a calci, cose
che non si fanno.
La suora-maestra , Suor
Teresina, cercò di capire cosa
non andava in
Tegolino e si chiese se ci fosse
qualcosa in particolare che
poteva fare
per il piccolo piccino.
Questo pensò la suora maestra :
“
Dicembre è alle porte ed il buon
Gesù mi aiuti ad aiutare i piccini
come si deve. Per Natale
dobbiamo
organizzare il coro per i canti
ecclesiastici , potrebbe essere
questa una
buona occasione per incanalare
le mille e più energie dei piccini,
Tegolino primo fra tutti”.
Così con questo pensiero in testa
Suor Teresina andò di persona
faccia
a faccia con Tegolino e gli disse:”
Tegolino mio bello , ultimamente
stai facendo un pò troppi danni ,
il Signore ti vede e Gesù non è
contento di come ti comporti,
però ho una cosa da proporti che
potrebbe farti piacere, voglio che
tu canti alla recita di Natale , sei
così
energico! Dio sarebbe contento,
lo faresti felice”
Tegolino era un po scosso , non
pensava che Dio lo stesse
osservando ,
soprattutto quando faceva le
marachelle, comunque pensò al
papà che
cantava sempre a casa , al papà
che gli cantava gli stornelli
romani per
farlo addormentare, penso al
proprio papà e decise che si
quella del
canto poteva essere una via da
percorrere.
Passarono i giorni e le prove del
canto combaciavano con le
ricreazioni , Tegolino non era
felice di questo e a volte
piangeva o
andava fuori in cortile con
Cucciolo e tutti gli altri piccini.
Venne il giorno della recita,
Tegolino fu strepitoso , non
sbagliò
niente.
Suor Teresina pensò di averla
vista lunga e si compiacè cosi
tanto da
proporre a Tegolino di divenire un
corista della Chiesa durante la
santa
messa.
Suor Teresina pensò che si
Tegolino era un pò birbante ma
che
addirittura potesse diventare un
buon chierichetto .
Tegolino si prese gli applausi del
pubblico ed i bacetti sulla
guancia
dalle proprie compagnucce ,
questo non era che il primo
passo verso
una vita colma di gloria e
successo.
TEGOLINO , IL VECCHIO
PESCATORE E LA BALENA
PARLANTE
C’era una volta Tegolino , un
bambino di 9 anni , una balena
parlante
ed un vecchio pescatore .
Tegolino passava l’estati sulla
vecchia barcaccia del vecchio
pescatore
in cerca di pesci da pescare e di
avventure da alto mare.
Il vecchio pescatore voleva molto
bene a Tegolino ed era ben felice
di
portarselo dietro sulla sua
vecchia barcaccia .
Tegolino : Gianni , ti posso
chiamare per nome? Sono ore
che stiamo
qui in mare e non ho visto
neanche l’ombra di un tonno
Vecchio pescatore : Chiamami
come ti pare , il problema è che
finché
quella bastarda di una balena
parlante non si leva di torno di
sicuro
non pescheremo neanche un
tonno.
Eh gia , la vecchia barcaccia del
vecchio pescatore era sempre
seguita
da una balena gigante che aveva
la strana qualità di parlare.
Balena parlante: ti ho sentito
Gianni ! Vorresti che io me ne
andassi
ma il mare è mio e qua in mare
sono un Dio. Tutti i pesci mi
temono
persino gli squali mi stanno
lontano , non temo nessuno
specie un
essere umano come te che con la
tua vecchia barcaccia vorresti
buttar
giu l’ancora e pescare i miei
amici tonni per farci un pranzetto
coi
fiocchi o rivenderteli al mercato.
Io queste cose le so perché più di
un
navigatore ha solcato le mie
acque in cerca di fortuna .
Vecchio pescatore : facciamo un
patto , pescherò il giusto
necessario
alla sopravvivenza mia e di
Tegolino . Fatti da parte per 10
minuti e
fammi fare il mio mestiere che
tanto mi ha dato e tanto mi ha
tolto. E’
un intera vita che navigo per
portare pesce fresco nelle panze
della
gente , ora che dovrei dire ai miei
parenti che una balena parlante
me
lo impedisce? Mi
rinchiuderebbero in un
manicomio e non ne uscirei
più.
Tegolino : si stupenda balena
lasciaci 10 minuti pescare in
pace . Sei
tanto bella e maestosa se fossi
un cetaceo ti farei sposa.
Ti prego Dio dei mari facci
pescare per 10 minuti contati ,
giusto il
tempo di poter portare sulle
nostre tavole qualche buon
tonno.
Balena parlante : va bene
bambino mi allontanerò per 10
minuti ,
vediamo se il vecchio sa fare il
suo mestiere.
La balena si allontanò e allora
subito il vecchio pescatore lanciò
in
mare le esche per far abboccare i
tonni , i tonni non tardarono a
venire
e furono pescati in gran quantità .
La balena tornò ma il vecchio
pescatore non ne volle sapere di
andarsene pure se aveva pescato
un bel pò di pesci .
Balena parlante: avevamo fatto
un patto! Ora dovresti andartene
tu ed
il bambino con i tonni che avete
pescato
Vecchio pescatore: stupida di
una balena credi che io uomo
erudito
rispetti i patti con un cetaceo ?
Balena parlante : l’hai voluto te !
La balena andò sott’acqua e
riemerse proprio sotto la vecchia
barcaccia cosi da farla rivoltare.
Tegolino ed il vecchio pescatore
finirono in mare insieme ai tonni
che attirarono la fame selvaggia
degli squali .
Vecchio pescatore : ti prego
balena salvaci dagli squali !
Tegolino : aiuto balena aiuto!
Balena parlante : potrò salvare
solo uno di voi due!
Convincetemi a
salvarvi!
Vecchio pescatore: io ormai sono
vecchio e posso concludere la
mia
vita qui! Salva Tegolino!
Tegolino : ti prego amica balena
salvaci entrambi , non meritiamo
di
finire in pasto agli squali . Si è
vero siamo stati disonesti con te ,
non
abbiamo rispettato i patti ma se
ci salvi ti saremo grati a vita e
racconteremo la bella storia della
balena parlante.
La balena parlante che voleva
che si parlasse di lei anche fuori
dalle
acque si convinse a salvare
Tegolino ed il vecchio pescatore
proprio
all’ultimo mentre gli squali
incombevano.
Tegolino ed il vecchio pescatore
tornarono alle loro vite , e quando
la
suora maestra chiese a Tegolino
cosa avesse fatto durante
l’estate
Tegolino raccontò la storia della
balena parlante e la suora lo
prese per
matto.
Matto, pensò Tegolino è proprio
un bel complimento per un
piccino
come me .
TEGOLINO ED HARRY IL FORTE
Tegolino era solito fare a botte
durante la ricreazione, se la
prendeva
anche con i piccini più grandi di
lui a volte e spesso aveva la
meglio.
Tegolino era cattivo ,
agonisticamente parlando , e
difficile da
mandare al tappeto.
Venne il giorno però che Tegolino
si dovette scontrare con Harry il
forte , un piccino davvero curioso
che invece che le mani usava la
magia per aver la meglio .
Harry il forte si divertiva a
trasformare in porcellini d’india i
piccini
con cui si scontrava.
Tegolino , sapendo i poteri del
piccolo mago , decise di studiare
le arti
magiche e così si invento a casa ,
con succo di pompelmo e
caccole ,
una pozione per non esser
trasformato da Harry il forte.
Tegolino bevve la sua pozione ed
andò da Harry il forte per
suonargliele di santa ragione.
I due si scontrarono in cortile,
vicino lo scivolo dove giocavano
tutti i
piccini.
Harry il forte provò subito a
trasformare Tegolino in un
porcellino
d’india ma non ci riuscì perché
Tegolino era immune alla sua
magia
visto che aveva bevuto la pozione
speciale, ed allora Tegolino andò
vicino ad Harry il forte e gli diede
un potente calcio nelle palle che
subito mandò k.o. Harry il forte
che divenne Harry il senza palle .
Basta una bevuta di succo di
pompelmo e caccole a volte per
aver
salva la pelle, ricordatevelo
sempre piccini.
TEGOLINO,LE ORIGINI
C’era una volta la storia di
Tegolino un piccino di 6 anni con
una
deformazione al braccio che gli
impediva di giocare bene a calcio
e
che gli rendeva la vita difficile in
tante altre faccende.
Tegolino andava ad una scuola di
suore a Roma e la, visse la
maggior
parte della sua infanzia bella e
difficile .
Come in tante giornate Tegolino
venne accompagnato a scuola
dal
papà e lasciato libero di andare
dal suo compagnuccio preferito ,
Ettore.
Ettore: Buongiorno Tegolino
Tegolino:Buongiorno Ettore
Ettore : è passata Asia prima , si
stava mangiando una merendina
che
le ha offerto un piccino di cui non
so il nome
Tegolino: non mi dire queste cose
di prima mattina, Asia è la solita
di
sempre . A me i bacetti non li da
mai perché non ho mai niente da
mangiare.
Tegolino , seppur piccino, era
tremendamente innamorato di
Asia , una
piccina della sua scuola
elementare con la quale aveva
fatto anche
l’asilo.
Tegolino andò da Asia per dei
chiarimenti.
Tegolino: l’altra volta avevi detto
che mi volevi un mondo di bene,
ed
adesso son venuto a sapere che
ti fai offrire le merendine dagli
altri
senza dirmi niente , non credo
che ti voglio come fidanzatina.
Asia , sentite le parole di Tegolino
scoppiò in lacrime e scappò dalla
classe .
Suor Giuseppina: Tegolino ,
piccino cattivo , cosa hai fatto
alla tua
compagnuccia ?
Tegolino : ha iniziato lei!
Suor Giuseppina : che ti ha fatto?
Tegolino: doveva essere la mia
fidanzatina e invece da i bacetti
in giro
per delle merendine
Suor Giuseppina : adesso le
chiedi scusa appena torna in
classe.
Asia tornò in classe ancora con
le lacrime agli occhi , andò da
Tegolino e gli disse : cattivo , io
non sarò mai la tua fidanzatina
scordatelo .
Tegolino : scusami , non volevo
ferirti. Asia bella , tu sei ancora la
mia preferita.
Asia : non mi interessa affatto te
sei tutto matto , non mi piaci più.
Tegolino recepì il messaggio e si
mise sulle sue ,chiuso in se
stesso.
Passarono i giorni ed il rapporto
tra i due piccini non cambiò ,
venne il
giorno in cui un piccino di nome
Patrizio propose a Tegolino uno
scambio di giocattoli ,Patrizio si
prese con l’inganno la
TARTARUGA NINJA di Tegolino in
cambio di una biglia .
Tegolino era concentrato sul suo
rapporto con Asia e così non si
rese
conto della truffa organizzata da
Patrizio .
Tutto ciò fece andare sulle furie
Tegolino che cercò Patrizio per
tutta
la scuola ed una volta che lo
trovò gli diede un cazzotto
talmente forte
ed improvviso che lo stese.
Suor Giuseppina vide tutto .
Suor Giuseppina: Tegolino
piccino cattivo, cosa hai fatto ?
Adesso
starai in punizione per una
settimana intera . Passerai la
ricreazione in
un angolo del cortile.
Tegolino:no la prego la punizione
no
Suor Giuseppina : questo ti meriti
, e lo dirò al tuo papà.
Passarono i primi tre giorni senza
ricreazione per Tegolino che
aveva
come unico esemplare di essere
vivente vicino , Ettore, che gli
portava
le caramelle gommose di
nascosto.
Tegolino vista la punizione che
stava subendo si rese
effettivamente
conto che era stato cattivuccio
cosi decise che doveva
riscattarsi
facendo ridere i piccini che gli
passavano vicino dall’angoletto
dove
stava , e le suore.
Iniziò a cantare canzoni sue ,
improvvisate sul momento che
divennero delle hit nel cortile.
sono stato un diavoletto
e vorrei far pace con Asia
pe la quale ci ho rispetto
me consolo qui all’angoletto
siamo tutti piccini piccini
che vonno na favola a letto.
La maggior parte di ciò che
diceva Tegolino era riferito ad
Asia che
venne a sapere e lo venne a
sentire.
Tegolino era veramente
innamorato di Asia e i due piccini
divennero
presto fidanzatini.
Tegolino fu liberato dalla
punizione di Suor Giuseppina
visto che la
suora vide Tegolino sinceramente
pentito.
Tegolino coinvolse Ettore nel suo
Show e continuò a canticchiare e
a
recitare per svariati anni.
FALLA GIRARE
L’ho fatta girare con la speranza de avecce qualcosa in cambio tipo
che il tipo dell’area vip che controllava l’entrata sul palco mi facesse
entrare in scioltezza.
Me la so fumata spesso da solo ma con Mamma in casa me aumentava
ansia e paranoia .
L’ho sempre fatta accompagnare da qualche buona cerveza fresca con
una certezza a me la marijuana me fa viaggiare alla grande.
La prima volta che fumai fu quando mi ero trasferito a vivere a
Londra a 18 anni,dopo vari danni che avevo causato e con cui mi ero
mutilato , dopo un due tre tiri, pensai :my mistake my resolutions. Mio
l’errore mie le risoluzioni.
Scrissi libri . Scrissi molto .
Tra gli amici la facevamo girare , a parte quando c’era quello che se la
teneva per se.
Una volta stavamo a fregene io ed il secco e delle ragazze ci presero
per il culo perché ad un aperitivo ce ne stavamo fumando una.
Loro,quelle ragazze , in quell’occasione ci dissero che eravamo dei
conigli e si calarono di md. Rimasi impressionato.
Dopo che fui picchiato a morte mentre fumavo non ero più uno spasso
come mio solito, ma non era per colpa del fumo . Non ero più lo
stesso ed ero diventato più disturbato del solito.
Ora non me ne faccio una da circa 8 anni …
DEJAVU
la metro non passa
e sotto cassa
non ballo più
se alza l’umore
e poi se abbassa
è tutto un dejavu
ma te non capisci
pensi che penso agli spicci
e che i miei so capricci
de n ragazzino
non ne posso più
de ciò
un giorno morirò
e prima che finisca tutto
in lutto
ringrazio me stesso
pe esseme andato appresso
la metro non passa
e sotto cassa
non ballo più
se alza l’umore
e poi se abbassa
è tutto un dejavu
continuo imperterrito
a fare il mio
non basta però
non riesco a mantenemme da solo
le bestemmie si sprecano
contro dio
la colpa è la mia
non ci credo abbastanza
e in sta stanza
spreco tempo e parole
parole e tempo
non so n’esempio da seguire
e che scrivo bene
è tutto dire
la metro non passa
e sotto cassa
non ballo più
se alza l’umore
e poi se abbassa
è tutto un dejavu
mi ripeto devi farcela
fai la valigia e viaggia
non startene in italia
ad aspetta la posta
dentro l’ufficio postale
manda sto mondo a cacare
e createne uno migliore
per favore
fai la valigia e viaggia
direzione barcellona
o non so dove
la metro non passa
e sotto cassa
non ballo più
se alza l’umore
e poi se abbassa
è tutto un dejavu
FESTA DELLA DONNA
È sempre così
A volte
Più si mette in mostra
Una storia d’amore
E più è fasulla…
Ci hanno fregato
La voglia di fare
Di imbarcarci con la macchina
Per andare al mare
Mentre calci dalla rabbia
E ti metti a saltare
Piangi dalla rabbia
Perché sulla sabbia
Ci volevi andare
Me ne fotto
Se ci credono amiche
Se ci danno delle lelle
O delle sorelle
Per me sei la sola
E unica
Più importante della musica
E della compagnia
È per te sta rappoesia…
Lavoravo come cameriera
In un pub
Da prima della tua prima rima
E che scoprissi il rap
Lavavo per terra
I pavimenti
Per me la guerra
Era Famme accetta
Dai parenti
Ne ho girati di appartamenti
In affitto
Ed in ognuno
Ho creato un conflitto
Ora io non so nessuno
Per dirti
Diventa chi sei
Comunque ce lo sai
Chi sono
E che tu sei la mia lei
Ti vorrei vederti in forma mentalmente
Per me possiamo restare
Abbracciate
A guardare Netflix con un click
E di tutto il resto
Non me ne frega niente
Della gente
Dei film della gente in testa
E de anda a festeggia
La festa della donna
LATINO
La base non mi supporta
Il pubblico
Di dubbia provenienza
Non mi sopporta
A forza de spammare
Me sembra d’esse tornato
A fa er porta a porta
X2
Bumcha
Bum bum cha
X3
Scusate la pronuncia
Ed il fatto che da fatto d’acido sbiascico
Al rap non ce voglio rinuncia
Come il cheguevara
Alla rivoluzione
Sta frase me costa cara
Da Costa a Costa
Me vonno annuncia
Come el diablo
Che brucia come l’anduja
Che brucia
E non se ripiglia
La base non mi supporta
Il pubblico
Di dubbia provenienza
Non mi sopporta
A forza de spammare
Me sembra d’esse tornato
A fa er porta a porta
X2
Non c’ho er sopracciglio bianco
Come tuo figlio
Compagno mio all’ultimo banco
E capobranco
In strane situazioni so capitato
Qua nella capitale
Ho bevuto vino
Me so alcolizzato
E non me so più riacchiappato
Sempre con la fiatella sul collo
Di tua sorella
Ho capito
Già dai tempi della scuola
Che il tempo delle mele
A me me fa viaggia
E che ce sarebbe voluto tempo
Ma alla fine
Dopo ave viaggiato
Da fermo
Dai infermo
Tra capi di Stato
E in paradiso/inferno
Avrei trovato
La pischella che da sempre cercavo
La sola
Per cui sono grato al mondo
E al suo bum cha
Bum bum cha
A tiburtino terzo secondo a nessuno
Non scherzo
Dalla mia pischella
Non c’è manco
Da cerca er parcheggio….
Wow che champagne!
Impara a campa
Impara a campa impara a campa
Prima de sfonda er cazzo
Con gli accolli
Io scrivo mentre tu barcolli
Io vivo sulli colli de Roma
Il karma me farà sfonda voi pappemolli
X3
No no non mi interessa più nei miei testi
La tua fattanza blu
Che te manna su e ju pe tetti
Perché io ce ne ho di più
È inutile che mi sbrocchi
E che non me affronti
Potresti smontamme
E spararmi sulle gambe
Ma Dai damose la mano
Da Roma a Milano
Semplice semplice ottene sti tocchi
De fumo che tocco piano piano
Perché non ci vado sotto
Il mio fisico tiene
Anche se nel mio contesto
Ce vedo un coyote nel deserto
Ce sta er rischio de fa er botto
Con du frasi sulli beat
Insieme a du dosi de peyote
Con le major
È un gioco al Superenalotto
E a chi le raggiunge prima
Con una rima
Tipo bip bip
Impara a campa impara a campa
Prima de sfonda er cazzo
Con gli accolli
Io scrivo mentre tu barcolli
Io vivo sulli colli de Roma
Il karma me farà sfonda voi pappemolli
X3
Faccio qualcosa di universale
Caccio a calci
I pagliacci senza naso rosso
Non fanno ride sti pagliacci
Ma tu di che ti impicci?
Mica tu qua spacci
Per due spicci
Io ficco buone intenzioni
Nelle capocce delle persone
Qua a Roma capoccia
Dove c’è l’md nell’acqua
Su e ju per il locale
Senza di me già c’è lo sai
Mica decolla l’astronave
Impara a campa impara a campa
Prima de sfonda er cazzo
Con gli accolli
Io scrivo mentre tu barcolli
Io vivo sulli colli de Roma
Il karma me farà sfonda voi pappemolli
X3
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