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RISTOTEATRO

Ristoteatro

Stavamo dicendo, no un articolo di giornale non può iniziare così.

Era giugno , pressapoco, camminavo per via Boccea a Roma e dopo aver preso la pizza da “Calice Pizza” non contento e ancora affamato mi diressi alla Rosticceria davanti alla fermata degli autobus accanto al giornalaio vicino il mercato per un hotdog .

La rosticceria aveva chiuso , non so da quanto , comunque vidi che già c’erano lavori in corso organizzati dai nuovi padroni.

Chissà se continueranno a sfornare hotdog e polli ruspanti oppure ci faranno qualcos’altro . Da buon giornalista chiesi .

“ scusi posso farle una domanda?”

“ma non mi rompere il cazzo !italiano ,non vedi che sto lavorando?”disse uno de muratori con un accento dell’est.

“mi scusi mi scusi non volevo affatto darle fastidio , ma vede sono cresciuto in questa zona , sono tornato qua oggi dopo anni e


volevo prendere un hotdog in quella che qua a Boccea è una storica Rosticceria e...”

Venni interrotto

“Coraggio italiano raccontami tutta la storia della tua vita, io smetto di lavorare per sentirti gay!”

Me ne andai un pò offeso e un pò deluso, stavo solo facendo il mio mestiere di cronista diamine!

Fatto sta che dovetti aspettare la fine dei lavori e la fine dell’estate per vedere cosa c’era al posto della Rosticceria.

Non potevo credere ai miei occhi , l’insegna diceva : RISTOTEATRO,entri gratis l’offerta è libera.

Cosa voleva dire ? Come si fa a fare del teatro dentro uno spazio minuto quale quello della rosticceria?

La curiosità mi accecava, avevano persino messo dei tendoni rossi all’entrata.

Il bancone dove veniva servita la pizza era rimasto intatto ma non veniva servito niente, in quel momento al posto dei pizzettari c’erano due giovani rapper con cappelli da chef che si sfidavano a suon di rime , tra i tavoli con le sedie e le persone in piedi passava una


signorina con la bocce di fuori e la scatola per la raccolta fondi, pensai ecco il solito cliché . Ed invece la signorina stoppava i clienti che stavano per dare i soldi e recitava loro la Divina Commedia a memoria e se i clienti ne volevano ancora lei passava a Shakespeare e poi a Pirandello e ancora tutto a memoria interpretava i più grandi autori , raccoglieva i soldi e se ne andava in vista dello spettacolo dietro il bancone .

A questo giro ad esibirsi c’era un palestrato in costume con tatuato in petto “cantastorie”.

Ci raccontò di quanto era secco da giovane, giocava tutti i giorni a calcio e non era per lui possibile ingrassare, avvenne però per lui la sciagurata malasorte di innamorarsi di una ragazza già impegnata e lesbica , allora si diede all’alcool e per 5 anni non fece altro che bere , bere e bere. Arrivò a pesare 150 kg e allora disse a stesso :” Non mi avranno sti bastardi e ste puttane , non sarò argomento di conversazione tra due patatine ed un ciambellone, non mi farò più, giuro sulle mie palle care ,prendere per il culo”Si affidò ad un guru , un sensei o chiamatelo come vi pare , comunque un maestro di arti marziali che lo


seguì in tutto motivandolo come si deve dall’inizio e assicurandosi che ogni allenamento era specifico per lui, persi i primi 50 kg e diventato un lottatore di MMA professionista decise che oltre che a se stesso voleva pensare al prossimo cosi prese un brevetto da personal trainer e si chiuse in sala pesi ad allenarsi ed ad allenare la gente.

Finì quindi il suo spazio temporale in quella giornata al Ristoteatro, tutti ci domandavamo dove aveva appreso a narrare cosi bene la storia . Me ne andai pagando la mia quota di offerta libera.

Chi era l’ideatore del Ristoteatro?Come può esser possibile un idea tanto geniale?

 
 
 

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